La Aston Martin è una casa automobilistica britannica. Nata nel 1913 come concessionaria d'auto con la denominazione Bamford & Martin, iniziò a costruire automobili cambiò nome in "Aston Martin Ltd" nel 1926. In seguito alla fusione con la Lagonda, nel 1959 prese il nome di Aston Martin Lagonda Limited. L'azienda, non di grandi dimensioni ma d'élite nel panorama delle automobili sportive di prestigio, ancora oggi produce Gran Turismo realizzate con cura artigianale. Nel 1913 il meccanico Robert Bamford e il pilota Lionel Martin, già bene inseriti nel settore dell'automobile, decisero di unire le loro capacità e fondare la "Bamford & Martin", una concessionaria per la vendita di automobili prodotte dalla Singer, dotata di officina per le riparazioni. Nel 1914, i due soci realizzarono un prototipo da competizione in proprio, adattando un motore Coventry Simplex a un vecchio telaio Isotta Fraschini. Con tale vettura Martin vinse la cronoscalata Londra-Aston Clinton e, in ricordo di questa vittoria, fu deciso di rinominare il veicolo "Aston Martin": nacque così, in nuce, la futura denominazione della casa automobilistica. Allo scopo di sfruttare il successo ottenuto, decisero di costruire altre vetture sportive destinate per le competizioni, ma l'inizio della Prima guerra mondiale rimandò i loro propositi. Martin e Bamford furono richiamati sotto le armi e i macchinari vennero requisiti per essere destinati a scopi bellici. Al termine del conflitto l'azienda "Bamford & Martin" venne riaperta, ma le ristrettezze economiche del dopoguerra non facevano sperare in un futuro roseo. Robert Bamford abbandonò la società nel 1920 e poco dopo anche Martin sarebbe stato costretto a chiudere i battenti, se non fosse intervenuto economicamente il pilota Luis Vorov Zborowski, un nobile franco-polacco di enorme ricchezza. Dopo il risanamento economico, le fasi di progettazione e di sviluppo proseguirono celermente e, nel 1922, vennero presentate le prime vetture destinate alle competizioni automobilistiche. Nonostante l'impiego in gare di grande prestigio, come a Brooklands o alla 24 ore di Le Mans, i modelli non furono confortati da successo sportivo, né da successo economico. La "Aston Martin" si barcamenò per quattro anni, costantemente sull'orlo della bancarotta, fino alla dichiarazione di fallimento e al definitivo ritiro di Lionel Martin, dopo una produzione di 55 autotelai, variamente carrozzati.