P O R S C H E

La storia della Porsche inizia ufficialmente nell'aprile del 1931 con la fondazione dello studio di progettazione ed ingegneria Dr. Ing. h.c. F. Porsche GmbH a Stoccarda da parte del fondatore Ferdinand Porsche: è questo il vero nucleo originario dell'azienda Porsche, in cui ben presto inizierà a fornire il proprio importante contributo anche il figlio di Ferdinand, ovvero Ferdinand Anton Porsche (detto "Ferry"). Nel 1934, durante il periodo nazista, su richiesta di Adolf Hitler, Ferdinand Porsche progettò la prima celebre Volkswagen ovvero l'auto del popolo (dal tedescoVolks = popolo (nel caso genitivo della parola) e Wagen = auto), in Italia nota come Maggiolino. Intorno al 1938 pare che lo stesso Hitler fornisse specifiche richieste tecniche a Ferdinand Porsche per la realizzazione di un'automobile dalle prestazioni più elevate. Egli, insieme al figlio lavorò assiduamente per dare vita alla prima vera Porsche, che peraltro entrerà in produzione, tra mille difficoltà e vicissitudini legate all'esito delle vicende belliche, soltanto dieci anni dopo, ovvero nel 1948 a Gmünd in Kärnten (dove nel frattempo era stata spostata la sede): il celebre modello 356, prima vera automobile prodotta in serie con il marchio Porsche, sin dall'inizio prodotta sia in versione cabrio che coupé (oltre alla celebre Speedster per il mercato americano). Da notare che il marchio Porsche produrrà sempre anche le varianti cabrio dei propri veicoli. La meccanica della vettura ricalcava nello schema di base l'impostazione della Volkswagen, cioè motore boxer a quattro cilindri, raffreddato ad aria, collocato in posizione longitudinale posteriore a sbalzo ovvero con il monoblocco oltre l'asse posteriore e il cambio verso l'abitacolo. Successivamente venne introdotto, solo per le versioni più sportive, un motore più complesso e sofisticato, dotato di un sistema di distribuzione a doppio albero a camme in testa, progettato da Fuhrmann e detto Carrera in onore della gara automobilistica Carrera Panamericana. Il motore a 4 cilindri, basato sull'architettura a singolo albero a camme nel basamento, fu comunque mantenuto e durò per tutta la produzione del modello 356 e oltre, dato che venne utilizzato anche sul modello Porsche 912 fino al 1969 nella variante da 90 cv. La disposizione del motore era centrale, cioè con il monoblocco verso l'abitacolo all'interno dell'asse posteriore ed il cambio verso l'esterno. Questa collocazione dell'unità motrice conferiva maggiore stabilità e verrà applicata diversi decenni dopo a modelli di serie.

 

Ferdinand Porsche nasce il 3 settembre 1875

 

a Maffersdorf (l’attuale Vratislavice nad Nisou, in Repubblica Ceca, all’epoca appartenente all’Impero austro-ungarico). Fin da piccolo si dimostra particolarmente interessato alla meccanica: si diploma nella scuola tecnica di Reichenberg (l’attuale città ceca di Liberec) e a 18 anni si trasferisce a Vienna per lavorare nella compagnia elettrica Béla Egger e inventa il motore elettrico integrato nella ruota. L’anno seguente Ferdinand Porsche progetta la Mixte Hybrid a trazione integrale: la prima ibrida della storia. Dopo una breve esperienza alla Steyr nel 1929 terminata per via della Grande Depressione nel 1931 Ferdinand Porsche si mette in proprio e crea l’azienda che porta ancora oggi il suo nome. L’anno successivo realizza la vettura da corsa P-Wagen con monoscocca in alluminio e un possente motore V16: il progetto viene acquistato nel 1933 dall’Auto Union e il veicolo si rivela veloce e vincente sui circuiti di tutta Europa. La prima vera Porsche – la 356 – vede la luce nel 1948 in una fabbrica a Gmünd, in Austria (luogo scelto per evitare durante la guerra le bombe Alleate) e nel 1949 Ferdinand Porsche torna a Stoccarda per iniziare la propria attività di costruttore. Le banche non gli concedono finanziamenti e quindi fornisce ai concessionari Volkswagen le sue vetture chiedendo pagamenti anticipati. Ferdinand Porsche, reduce da un accordo firmato con la Casa di Wolfsburg che gli garantisce una royalty per ogni Maggiolino venduta, muore di infarto il 30 gennaio 1951 a Stoccarda (Germania Ovest).

Curiosità

Si tratta di una vettura unica, concepita nel 1938 grazie a un incontro avvenuto tra Ferdinand Porsche, che allora era al servizio del Führer, e il Maggiore Adolf Hühnlein, responsabile della Oberste Nationale Sportbehörde, l’organizzazione che creava gli eventi legati al motorsport in Germania.L’incontro doveva vedere come risultato finale la realizzazione di una gara endurance di

1500 km da Berlino a Roma, che doveva tenersi durante il mese di settembre del 1939. Un evento che aveva lo scopo di far conoscere al popolo quanto il sistema di autostrade tedesche fosse eccellente e anche di dimostrare la superiorità tecnologica del Paese. Oltretutto si voleva partire con la produzione della Kdf-Wagen, l’auto che Hitler aveva richiesto a Porsche. 

Esternamente, la vettura differiva dal Maggiolino per la presenza di una carrozzeria aerodinamica realizzata in alluminio dalla lunghezza di circa 4,15 metri. Il progetto fu disegnato da Erwin Komenda, mentre la costruzione della struttura fu in gran parte opera del matematico Josef Mickl. Per avere un abitacolo il più possibile aerodinamico, il sedile del conducente era posto quasi al centro del 

conducente era posto quasi al centro del veicolo, con il sedile del passeggero arretrato. Tutte le quattro ruote furono carenate. Il motore, lo stesso installato sul Maggiolino montato a sbalzo sull'asse posteriore, era un 4 cilindri boxer potenziato fino ad erogare 40 CV. Il cx era di 0,385. La gara Berlino-Roma non fu mai disputata, le altre due Type 64 furono completate una nel dicembre 1939 e l'ultima a giugno 1940. Dei 3 esemplari prodotti,

ne è rimasto solo uno, unica sopravvissuta alla guerra, con la scritta Porsche sul cofano, applicata subito dopo aver registrato il nome della compagnia in Austria nel 1946. Nel 1947 fu Porsche a commissionare il restauro della vettura a PininFarina a Torino. L’auto ha cambiato un paio di proprietari in sessant’anni ed ora verrà venduta all’asta a Monterey con aspettative altissime. “Si ipotizza che possa  arrivare a superare i venti milioni di dollari”.

Il fascino immortale del marchio Porsche.

Stoccarda, città della Germania che ancora oggi è il centro della produzione aziendale. Da oltre mezzo secolo, Porsche è uno dei marchi di automobili così noti da far gola ai collezionisti privati di tutto il mondo. È un’icona di stile, e un emblema di velocità e potere. I collezionisti di Porsche, però, non sono attratti solamente dagli aspetti materiali di questi incredibili veicoli, ma anche dall’incredibile storia dell’azienda che li produce, che si risollevò con successo dalla Seconda Guerra Mondiale per poi diventare uno dei brand più consolidati al mondo.

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